Parole chiave

partecipazione convivialità metodologia activation design sistema aperto

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Teoria Saggio

Il secondo numero di ISIA Journal of Design prosegue nel lavoro di definizione dell’identità della rivista per mezzo dell’esplorazione di ambiti disciplinari e di ricerca che determinano una vera e propria mappatura del progetto in maniera pragmatica e situata. Temi storici e approfondimenti critici si alternano a progetti di ricerca e didattici caratterizzati dalla centralità del progetto. I contributi raccolti affrontano il progetto come pratica operativa e riflessiva, capace di agire su contesti complessi attraverso processi aperti, dispositivi e mediazioni. I testi, pur muovendosi in ambiti differenti, condividono un’attenzione per il design inteso non come esito formale, ma come costruzione di relazioni, produzione di senso e trasformazione dei modi di pensare e agire.

Il design tra metodo e partecipazione

Main Article Content

Raffaele Marra,

Abstract

Il progettare, il trovare soluzioni contraddistingue il nostro modo di essere al mondo, tuttavia i nostri output progettuali sono diventati sempre più mezzi di controllo, limite: un sistema chiuso dove l’uomo è destinato ad essere utente, portafoglio. Per limitare un approccio di tipo verticale,  consumistico e passivo bisogna tendere ad un sistema aperto, un non finito metodologico. Ricercare nell’adiacente possibile per mirare ad una progettazione conviviale. La metodologia della progettazione partecipata cambia il come porsi alla questione: accoglie l’altro ambendo ad una visione critica e successivamente ad una sua attivazione cognitiva. Questo articolo indaga questa direzione mostrando risultati ottenuti sul campo, riportando la materia della progettazione ad un’ottica strategica, sistemica ed in primis umana quindi relazionale. 


Designing, finding solutions characterises our way of being in the world, yet our design outputs have increasingly become means of control, limitation: a closed system where man is destined to be a user, a wallet. To limit a vertical, consumerist and passive approach, we must strive for an open system, a methodological unfinished. Search in the adjacent possible to aim for a convivial design. The methodology of participatory design changes the way of approaching the question: it welcomes the other by aspiring to a critical vision and then to its cognitive activation. This article investigates this direction by showing results obtained in the field, bringing the subject of design back to a strategic, systemic and, first and foremost, human and therefore relational perspective.

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