Parole chiave
Il secondo numero di ISIA Journal of Design prosegue nel lavoro di definizione dell’identità della rivista per mezzo dell’esplorazione di ambiti disciplinari e di ricerca che determinano una vera e propria mappatura del progetto in maniera pragmatica e situata. Temi storici e approfondimenti critici si alternano a progetti di ricerca e didattici caratterizzati dalla centralità del progetto. I contributi raccolti affrontano il progetto come pratica operativa e riflessiva, capace di agire su contesti complessi attraverso processi aperti, dispositivi e mediazioni. I testi, pur muovendosi in ambiti differenti, condividono un’attenzione per il design inteso non come esito formale, ma come costruzione di relazioni, produzione di senso e trasformazione dei modi di pensare e agire.
Toward a Progressive Model of Graphicacy. Cartesian Diagrams and the Restructuring of Cognitive Space
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Abstract
La rappresentazione cartesiana dello spazio è un esempio paradigmatico di graphicacy avanzata. Essa richiede non solo l’interpretazione visiva di tratti e simboli, ma soprattutto l’acquisizione di una nuova forma di “alfabetizzazione sinsemica”, ovvero una capacità di leggere la composizione di elementi nello spazio grafico. Tale abilità potrebbe essere comparabile, per complessità e profondità, alla lettura verbale. I diagrammi cartesiani, con la loro struttura bi- o tri-assiale e la semantizzazione quantitativa dello
spazio bidimensionale, incarnano un tipo di rappresentazione altamente convenzionale che si discosta radicalmente dalle intuizioni spaziali spontanee dei bambini e di culture prive di istruzione formale.
The Cartesian representation of space stands as a paradigmatic case of advanced graphicacy. It requires more than the visual decoding of lines and symbols; it calls for the development of what might be termed synsemic literacy—a capacity to interpret the spatial organization of graphic elements as a coherent and meaningful structure. This kind of literacy might be comparable in complexity and cognitive depth to verbal reading. Cartesian diagrams, through their bi- or tri-axial structures and the encoding of quantitative meaning into two-dimensional space, represent a highly conventionalized form of representation—one that diverges markedly from the spontaneous spatial intuitions typically observed in children and in cultures without formal schooling.